IL CONTRATTO DI CURA TRA PAZIENTE E DENTISTA

"Il contratto che l’odontoiatra conclude con il paziente ha per oggetto: “le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche” (art, 2 l. 24/7/85 n. 409).

Esso ha piena validità anche se non scritto e si rifà per tutta la regolamentazione ai contratti professionali, mentre per altri professionisti spese, oneri e contributi etc. sono elencati a parte in campo medico non vi è questa consuetudine, ma non per questo le parcelle non sono già comprensive di tutte queste voci. Le tariffe sono libere ma devono comunque rispettare l'art. 223 del Codice civile: "In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione".

Si ricorda che la legge sulle liberalizzazioni (legge 27/2012) ha introdotto l'obbligo di preventivo di massima e ha stabilito che, al conferimento, il professionista fornisca al cliente informazioni dettagliate sull'incarico da svolgere (a questo proposito in medicina esisteva già il consenso informato). A questo riguardo si deve tenere presente che in sede civile i criteri di giudizio tendono a tutelare maggiormente gli interessi del cittadino danneggiato, attraverso la presunzione di colpa e l’inversione dell’onere della prova, orientamenti da cui deriva un’elevata alea di soccombenza del professionista.

LA MANCATA ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI ASSUNTE NEL CONTRATTO DA PARTE DEL DENTISTA

La contestazione dell'operato del Dentista è raramente quantitativa (mi ha eseguito un numero di prestazioni inferiori a quanto concordato), ma piuttosto qualitativa, l'inadempienza contrattuale del non avere adempiuto correttamente all'estinzione delle obbligazioni innesca spesso dei contenziosi civili: una prestazione odontoiatrica fa dipendere la propria qualità principalmente da una DIAGNOSI CORRETTA (opera intellettuale) senza la quale tutte le operatività successive risulterebbero inutili o dannose.

In subordine le modalità di esecuzione della prestazione adeguata per il caso dipendono anch'esse da una precisa opera intellettuale del Dentista ovvero dalla scelta o meno di seguire PROTOCOLLI AFFIDABILI e sperimentati richiedenti però tempo.

Un lavoro di scarsa qualità più che essere realizzato con materiali scadenti è anche solitamente un lavoro eseguito frettolosamente in tempi ristretti e/o con indicazioni (diagnosi) errate saltando per risparmiare tempo protocolli e passaggi ritenuti necessari dai libri di odontoiatria.

L'odontoiatra quindi si assume l'incarico di eseguire con diligenza la propria opera. Se dopo avere pagato la parcella il paziente dimostra che l'opera non è stata svolta con la corretta diligenza può richiedere la restituzione del corrispettivo pagato, ma non può trattenerlo senza averlo dimostrato.

LA MANCATA ESTINZIONE DELLE OBBLIGAZIONI ASSUNTE NEL CONTRATTO DA PARTE DEL PAZIENTE

L'insolvenza economica da parte del paziente è regolata dal codice civile, e segue l'iter previsto con alcune sostanziali differenze.

Dopo alcuni solleciti il Dentista creditore può richiedere parere preventivo di congruità delle proprie tariffe all'Ordine di appartenenza e poi può iniziare una azione legale di recupero credito dove recupererà oltre a questo anche le spese sostenute (il parere di congruità è una di queste).

A volte alcuni pazienti credono che contestando la qualità del lavoro o altro di evitare tale pagamento. Se non emergono motivazioni alla perizia sul lavoro o se il lavoro non è stato terminato perchè il paziente si è reso irreperibile potrebbero contestare la pretestuosità dell'azione e dare soccombenza in giudizio con pagamento spese giudiziarie, quindi anche la contestazione del lavoro se non supportato da motivazioni valide non sempre porta ad evitare il pagamento delle parcelle dovute.

ULTIMA PUBBLICAZIONE CONTENUTI PAGINA: 15 Ottobre 2016

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