PERCHE' DEGLI ESEMPI CLINICI?

(OVVERO SULLA QUALITA' PERCEPITA ED' EFFETTIVA)



Meno del 5% dei siti mostrano casi clinici ovvero la propria qualità, oltre il 95% non mostra nemmeno un caso. eppure l'argomento qualità delle proprie prestazioni è fattore assai rivendicato. Si può parlare di qualità senza mostrarla. Acquistereste un prodotto praticamente a scatola chiusa? 

La prestazione è individuale in quanto determinata dalle capacità dell'odontoiatra e può avere una variabilità estrema nell'esito tra un operatore all'altro. 

Chi si affiderebbe mai ad un chirurgo plastico senza vederne i casi risolti e quindi le abilità e potenzialità?

L'odontoiatria ed in special modo quella restaurativa è equiparata per molti aspetti dalla Giurisprudenza alla chirurgia plastica, troviamo dunque adeguato e trasparente oltre a dare informazioni sanitarie corrette come da linee guida, anche mostrare quali sia il livello di capacità restaurativa e terapeutica che siamo in grado di fornire per valutare l'adeguatezza del compenso richiesto alle nostre prestazioni professionali.

Vale sempre l'equazione più soldi spesi= più qualità? Magari fosse così semplice. In realtà per il paziente capire se ha ricevuto o meno una prestazione di qualità è molto difficile. Si parla infatti di qualità percepita, la quale può essere molto diversa da quella effettivamente ricevuta nella prestazione.

La qualità percepita è un insieme di diversi ingredienti cui ciascun paziente assegna un valore differente in base alla propria cultura, predisposizione caratteriale  e convincimenti personali.

Ogni persona ha propri profili psicologici e parametri di giudizio. Essi sono talmente soggettivi che il medesimo parametro può essere interpretato in maniera diametralmente opposta da due persone. E' così infatti per:

Velocità di esecuzione (intesa come durata della seduta o numero di sedute)

Tariffa pagata:

Pazienti in sala d'attesa:

Tempi d'attesa:

Organizzazione, pulizia, gentilezza del personale:

Tutto ciò non ha molto a che fare con la prestazione che potrebbe essere eseguita in maniera tanto pessima da risultare addirittura dannosa.

Come può quindi un paziente rendersi conto anche della qualità effettiva?
Nonostante l'estrema soggettività ed importanza che si da' a fattori che nulla hanno a che fare con la prestazione sanitaria, il passaparola è d'abitudine.


La qualità percepita può derivare a seconda della cultura e del soggetto in questione da segnali indiretti: simpatia del personale o del dottore, puntualità, modernità e pulizia dei locali, etc. Spesso alcuni di questi 'segnali' di qualità possono avere addirittura interpretazioni opposte, un ambiente lussuoso può essere visto sia come dato positivo (


La qualità effettiva è valutabile con un certo grado di affidabilità solo da operatori del settore, anche se quando il livello è estremamente basso è possibile anche per pazienti con minimo interesse ad osservarsi la bocca rilevarlo, per fare ciò è però necessario avere parametri di confronto e sapere in cosa consista la medesima prestazione eseguita con qualità. Chi non ha mai cambiato Dentista non potrà mai rendersi conto per confronto di quanto le medesime prestazioni possano dare risultati molto differenti cambiando operatore. Infine oltre al fatto che ogni operatore ha settori in cui è molto più bravo che in altri, abbiamo il fattore difficoltà, se un operatore mediocre non ha mai dovuto cimentarsi in operatività su di noi di una certa difficoltà non avremo riscontrato problemi ma se appena il livello delle prestazioni richieste si alza a causa della difficoltà del caso i nodi vengono al pettine ed il nostro Dentista può evidenziare i suoi limiti. Per alcuni tali limiti sono delle banali otturazioni molto estese, o delle devitalizzazioni complesse, per altri i ritrattamenti, la parodontologia o interventi in cui oltre a dover mettere un semplice impianto bisogna rigenerare osso attorno a questo, etc... In tutti questi casi l'aderenza ai protocolli del caso permette al Dentista di affrontare più o meno bene i casi complessi.


In una recente indagine effettuata da una rivista di consumatori si sono confrontate le tariffe medie dei Dentisti Italiani per città. Tale rivista che d'abitudine per valutazioni su apparecchiature elettroniche, automobili, elettrodomestici etc. oltre al prezzo introduce alcune variabili di qualità per potere fare confronti completi, non potendo valutare le modalità di esecuzione di ogni singola prestazione dentistica o la soddisfazione del paziente ritenuta molto ingannevole ha inserito per alcune delle prestazioni che lo richiedevano un unico parametro di qualità: l'uso o il non uso della diga di gomma. E' solo un esempio ma ci dà un idea di come rilevare la mancanza di alcuni protocolli o passaggi possono essere usati per comprendere dove posizionare all'incirca qualitativamente ciò che stiamo ricevendo.

Ovviamente ve ne sono molto altri e solo alcuni di questi rilevabili dallo stesso paziente (l'uso delle radiografie piccole per le devitalizzazioni, l'uso di centratori/portatori sempre per le radiografie anzichè farle tenere con un dito, e più in generale il tempo dedicato alle sedute poichè l'adozione di tutti questi passaggi richiede più tempo)

Il tempo è uno dei maggiori costi, dunque non deve sorprendere che, o per contrarre le tariffe e rendersi appetibili e/o per aumentare i margini di guadagno, il tempo sia spesso il fattore più sacrificato.

E se per ragioni varie non fossimo interessati ad un lavoro di qualità elevata?

Che dire dunque dell'inconsapevole ed incauto paziente che tutto soddisfatto per il presunto affare esce con un nuovo lavoro da una di queste strutture (italiane o estere) che lavorando in tempi compressi hanno saltato a piè pari protocolli e passaggi? Può consigliare con cognizione di causa ai conoscenti di effettuare la stessa scelta?




Le immagini dei casi clinici presenti nel sito web sono di proprietà del Dott.Stefano Camoni e ne è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Crea un sito Web gratuito con Yola.