DURATA DEI LAVORI E LONGEVITA' DEI RISULTATI

Le durate medie dei lavori in odontoiatria non tengono conto di variabili legati al paziente, la sua capacità di mantenere una adeguata igiene spesso non è valutabile come lo sviluppo di parafunzioni e sovraccarichi ed entrambe possono variare nel corso della vita.

Si parla comunque di anni, almeno così recitano le tabelle delle assicurazioni che servono a calcolare ogni quanto mediamente sia  necessario un rifacimento per poter prevedere la spesa futura da liquidare al paziente in seguito a traumi come quelli stradali

Nella realtà clinica la metodologia di lavoro associata alla complessità del caso influenza la durata del lavoro. Casi semplici anche con metodi poco accurati possono durare anni, al contrario casi in situazione locale o globale non ideale possono comportare fallimenti anche con metodologie di lavoro accurate.

In generale applicare metodologie di lavoro accurate sul grande numero permette di minimizzare i casi di fallimento.

E le garanzie? Per beni materiali esistono e sono con limite temporale ben definito (1 anno, 2 anni) e coprono un ristretto ambito di problemi.

Nel caso dei professionisti (il Dentista è tra questi) sussiste l'obbligo di diligenza (art. 1176 C.C.), quindi se egli riesce a dimostrare di avere operato con diligenza e che malgrado questo vi sia stato un problema non è tenuto a risponderne. Mentre lo è sicuramente nel caso opposto. 

Esistono però le e eccezioni, ovvero quelle terapie eseguite per migliorare un aspetto (estetico e/o funzionale) e non per curare malattie, come nel caso della chirurgia estetica o della protesi dove vi è anche l'obbligo di risultato oltre che quello di mezzi o diligenza. Nessuno si sognerebbe di chiedere ad un medico di non riammalarsi mai più una volta guarito per una malattia nè di avere la garanzia di guarire, altra cosa che un naso o un dente abbiano la corretta forma e funzionino a dovere dopo i suoi interventi anche se eseguiti con diligenza.

E se non guarisco? In caso di malattie o disfunzioni l'obbligo del curante è limitato alla diligenza, se malgrado questo non guarisco, egli non ne risponde, avendo in caso di pazienti già malati solo l'obbligo di non peggiorare la situazione; se invece peggioro posso rivalermi nel caso si riesca a dimostrare una carenza in mezzi e quindi diligenza. Nel caso ultimo che mi presenti sano e ne esca malato o disfunzionale ne deve rispondere a meno che riesca a dimostrare come non sia dipeso dai suoi interventi. 

Se quindi dopo un intervento per infezione o disfunzione non ho risultati apprezzabili non posso citare in giudizio il curante non avendo lui obblighi di risultati, diverso se intraprendo come detto serie di interventi per ragioni di estetica o di protesica.  

Dai dati del contenzioso medico-legale, dove gran parte della casistica è sostenuta dalla protesi, risulta che in oltre il 90% dei casi vengono rilevate mancanze  che danno adito a responsabilità con restituzione al paziente del corrispettivo inutilmente pagato (inadempienza contrattuale); ed in alcun casi, dove la situazione sia peggiorata rispetto a quella iniziale, anche risarcimenti per danni. 

Per confronto chi esercita invece altre specialità mediche ha livelli medi di soccombenza nelle cause civili circa 3 volte inferiori (30% vs 90%). Quindi in Odontoiatria si potrebbe, dati alla mano, ipotizzare che vi sia larga diffusione di sistematiche di lavoro non corrette rispetto al resto della medicina, per cui il rischio di basare scelte solo sul prezzo che condurranno in periodi variabili ad ulteriori e più gravi spese è elevatissimo nel nostro settore.


 IL CASO PARTICOLARE DELLA PROTESI

Ipotizziamo che in un determinato caso sia necessario incorporare una protesi nel cavo orale di un paziente, nell’ambito del rapporto di cura stipulato col paziente, il professionista concluderà con l’odontotecnico un contratto di prestazione d’opera (regolato dagli artt. 222 e seguenti c.c): a tal fine guarirà eventuali patologie presenti, preparerà i tessuti ed invierà le impronte al laboratorio chiedendo  al tecnico di realizzare un ben determinato tipo protesi con determinate caratteristiche costruttive. Il tecnico, quindi, si impegna a consegnare all’odontoiatra un manufatto, cioè un bene materiale.

Nel momento in cui l’odontoiatra installa la protesi realizzata dall’odontotecnico nella bocca del paziente, però, non fornisce a quest’ultimo un bene materiale.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, anche di recente, ha ribadito come: Anche nel caso di installazione di una protesi, assume rilievo assorbente l’attività, riservata al medico, di diagnosi della situazione del paziente, di scelta della terapia idonea, di successiva applicazione della protesi, di controllo sulla stessa. Un’entità materiale non è mai individuabile nell’opera del dentista, neanche con riferimento alla protesi che può considerasi un’opera materiale ed autonoma solo in quanto oggetto della prestazione dell’odontotecnico. da www.AIO.it

Non è quindi un contratto per la cessione o rivendita di beni materiali come qualcuno vorrebbe indurre a credere (ad esempio i costruttori di protesi); questo perchè l'opera intellettuale del Dentista e la modalità di preparazione, attuazione e verifica, sono le maggiori determinanti della "qualità" e quindi longevità dell'oggetto contrattuale il quale è risultato della prestazione professionale odontoiatrica sia esso un'otturazione, un ponte etc.

Un ponte o una corona costruita dal più bravo odontotecnico esiterà in un pessimo lavoro qualora il Dentista non abbia preparato (limato) il dente correttamente ed eseguito una impronta di precisione adeguata (a scuola e nei libri di odontotecnica non insegnano a prendere impronte di precisione), essere indotti a pensare che il Dentista sia un mero 'passaprotesi' nega invece la realtà arcinota che senza adeguata diagnosi e preciso trattamento dentistico il migliore ponte o corona è destinato a fallire miseramente. Il Dentista oltre a questo ruolo verifica e controlla l'adeguatezza del lavoro del tecnico e lo rispedisce al mittente per le correzioni qualora ne rilevi difetti costringendo nel caso il tecnico non solo a correzioni ma anche rifacimenti.

Nei casi di abusivismo professionale vengono cementati lavori che normalmente un Dentista preparato e serio cestinerebbe perché sede di errori palesi.

IL CASO PARTICOLARE DEGLI IMPIANTI ENDOSSEI

E’ noto che l’odontoiatra è responsabile nei confronti del paziente tutte le volte in cui la prestazione non è eseguita con la necessaria diligenza, prudenza, perizia.

A parte gli errori protesici di posizionamento (viti storte, fuori sede...) che configurano sempre responsabilità dell'operatore. Vi sono problematiche di tipo biologico non prevedibili, gli impianti come i denti naturali sono inseriti in osso e gengive ed in un ambiente che tra soggetti diversi può essere più o meno favorevole a guarigioni ossee ottimali e/o infezioni successive. 

Se infatti per i denti naturali viene applicato il principio dell'aleatorietà delle cure (parodontali) di osso e gengive non si vede come ciò non possa valere anche per gli impianti, ma essendo anche un corpo protesico si pretende che il paziente sia stato 'selezionato', difficile però prevedere  se il paziente istruito a dovere e tenuto sotto osservazione per mesi poi manterrà le prescrizioni mediche ricevute o se ad un certo punto riprenderà o acquisterà abitudini autolesive. 

Dunque si utilizza il principio del "più probabile che non", ovvero se un impianto viene perso rapidamente dopo la sua protesizzazione (utilizzo) si desume che avesse qualche vizio occulto quale una fenestratura, una deiscenza un posizionamento errato che ha favorito una insorgenza e prosecuzione rapida dell'infezione perimplantare, se è durato di più (circa 2 anni e oltre) si parla di infezione sopraggiunta a distanza di tempo dall'utilizzo e, soprattutto se provata da foto che lo testimoniano, dovuta ad incuria del paziente, qualora il Dentista abbia potuto dimostrare la sua diligenza operativa attraverso diversi mezzi.

Questo in teoria, in pratica i periti poi applicano una certa discrezionalità essendo materia ancora assai dibattuta. 



ULTIMA PUBBLICAZIONE CONTENUTI PAGINA: 21 Novembre2016

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