RISPOSTE A DOMANDE PIU' FREQUENTI

Gli impianti durano tutta la vita?

No e . Anche i denti naturali sono progettati per durare tutta la vita e spesso ciò avviene, ma il loro destino dipende da come ce ne prendiamo cura. Il medesimo discorso varrebbe per gli impianti dentali (viti infilate chirurgicamente nell'osso), essi sono prodotti in lega in Titanio e non possono soffrire di carie o granulomi, rare le fratture (in genere di componenti protesici), soffrono assai più dei denti naturali di parodontite che su di loro prende il nome di perimplantite. Se lasciamo sporcizia per giorni intorno al loro collare si ricoprono di batteri ed il nostro corpo cerca di allontanarli come corpi estranei infetti esattamente come i denti naturali ma addirittura più in fretta! Infatti i Tribunali non prevedono rimborsi quando denti naturali o artificiali vengano persi in questa maniera (a patto che al momento del loro utilizzo non fossero già malati) per questo è consigliato  alle persone portatrici di impianti e ponti di farsi controllare più spesso rispetto alle altre!!! Quanto riportato è descritto nelle Linee Guida del Ministero della Salute  per la prevenzione in età adulta disponibili a fondo pagina in PDF a pagina 32.


Con gli impianti c'è la possibilità di rigetti?

No, il 'rigetto' è un fenomeno immunitario che può avvenire solo con organi impiantati da donatore, non con parti protesiche metalliche in titanio che solitamente falliscono per complicazioni infettive.

Le cause di fallimenti di viti in titanio (impianti) sono distinte in:

  • per mancata osteointegrazione;
  • per perimplantite precoce
  • per perimplantite tardiva

Nei primi due casi viene considerata rilevante la responsabilità del dentista, il quale dovrebbe essere obbligato a rieseguire l'intervento o in alternativa a restituire il corrispettivo. Nell'ultimo caso è considerato responsabilità del paziente per il quale non può essere addotta neppure la scusante di non sapere di doversi prendere cura degli impianti domiciliarmente mantenendo una igiene orale scrupolosa visto che è un dato da considerarsi noto per chi ha già avuto problemi ed ha dovuto inserire impianti.
L'incidenza della perimplantite e della mucosite sono molto alte come riportato in una recente revisione della letteratura su Medlline

Gli impianti sono più sicuri dei denti naturali?

No, malgrado non siano colpibili da carie e granulomi e molto raramente si possono fratturare elementi, hanno una superiore tendenza ad ammalarsi di parodontite che nel loro caso si chiama perimplantite.
Tendenzialmente la maggior parte dei pazienti che perde denti è affetto da questa malattia e non se non corregge le sue abitudini in maniera drastica vi ricade anche con gli impianti con i quali le terapie sono meno efficaci in quanto le loro superfici non sono lisce e facilmente pulibili professionalmente come quelle dei denti naturali.
Alcuni studi infatti in base ai parametri scelti di riferimento hanno registrato dal 50 al 70% di impianti affetti da perimplantite.

Quanto riportato è descritto diffusamente nelle Linee Guida del Ministero della Salute  per la prevenzione in età adulta disponibili a fondo pagina in PDF a pagina 31.


 I ponti e le corone sono eterni? 

Non proprio. Possono durare secoli o millenni, possono fratturare la struttura raramente ma più spesso è il rivestimento estetico a danneggiarsi. Il ponte più frequentemente si perde perchè il pilastro (sia esso un dente ridotto a moncone o una vite implantare) presenta problemi. Se la corona che si inserisce sul pilastro non chiude precisamente sui margini del moncone questa si infiltra con carie e distruzione moncone ed a volte tutto il dente, è la causa più frequente di perdita protesi fisse e rifacimenti perchè pochi curano con attenzione la precisione ovvero la qualità malgrado le dichiarazioni. Altre cause sono la neecssità di ritrattare una devitalizzazione fallita, le fratture di radice, la parodontite. Per le viti implantari invece è l'infezione di osso e gengiva (perimplantite) rarissime le fratture, rari gli svitamenti che solo se non seguiti da correzione possono causare danni ai componenti, impossibili le carie.


Quand'è che un dente è da devitalizzare?

Un dente può essere da devitalizzare quando i batteri della carie o le loro tossine hanno raggiunto e infiammato irreversibilmente il nervo (polpa dentale) in questo caso il dolore è molto forte.

Altro caso quando il nervo è in necrosi (morto) ed i suoi residui in putrefazione sono causa di infezione (granuloma. ascesso), in questo caso il termine devitalizzazione è improprio ma si usa ugualmente in quanto la procedura per guarirlo è identica. Il dente può in quest'ultimo caso non essere dolente o essere dolente alla masticazione o a toccarlo, non per causa del nervo ma per il legamento periodontale che trattiene il dente nell'osso, si parla allora di periodontite.

Un dente se è devitalizzato può fare male?

. In realtà non è il dente che fa male ma il legamento che lo tiene adeso all'aveolo (buco nell'osso in cui è infilato il dente), questa infiammazione del legamento detto 'periodontale' prende il nome di periodontite, il dolore è alla masticazione ed a toccarlo perchè si stimola il legamento. Altre cause di periodontite sono i sovraccarichi e la parodontite.

 

Quand'è che un dente è da togliere?

Un dente può essere da togliere nei seguenti casi:


1. quando la carie ha distrutto una porzione di radice molto sotto gengiva tanto che nemmeno con un allungamento di corona clinica è possibile recuperarlo;
2. quando è fratturato in maniera saggitale o la rima di frattura obliqua è quasi verticale;
3. quando è affetto da parodontite in fase terminale ed è molto mobile;
4. quando il dente è già subito trattamento canalare (devitalizzazione), ri-trattamento canalare e apicectomia e persistono infezione o dolore.

Infine nel caso di denti inclusi sotto gengiva (denti del giudizio ma non solo) quando procurano continue infezioni o danneggiano i denti contigui.

 Perchè il Dentista è così costoso?

Non è corretto, se si paragonano le tariffe orarie di prestazioni effettuate da altri professionisti (il Dentista è pure lui un professionista) risulta come mediamente sia quello con tariffa orarìa più bassa malgrado costi di 'produzione' e di struttura molto più elevati. Vi sono alcune lavorazioni gravate inoltre da costi aggiuntivi e che necessitano di diverse sedute e ore di lavoro per Dentista e personale ausiliario o esterno, per cui vi sono per la semplice consegna di una protesi diverse ore di lavoro dietro le quinte di parecchie persone.

La professione odontoiatrica per essere eseguita non necessita di un piccolo studiolo fornito di un computer, una stampante e poco altro come per la maggior parte dei professionisti, ma di locali ampi dotati di attrezzature grandi e costose, oltre ad attrezzature elettromedicali più piccole ma numerose con costi di manutenzione e sostituzione elevatissimi, inoltre necessita di personale ausiliario il quale non effettua solo ore di lavoro con il paziente presente ma sistema, pulisce e sterilizza il materiale per poi riprepararlo, per cui dietro un ora di lavoro di Dentista ed Assistente ce ne è sempre un altra per effettuare queste operatività, una semplice operazione:

ORE DI LAVORO X N.PERSONE +materiali e costi fissi di struttura.

e si vedrà che si tratta di ben scarsi guadagni in percentuale a cui sono da sottrarre le imposte dirette ed indirette.

Non solo spesso il Dentista fornisce una serie di operatività che il paziente non paga come consigli, occhiatine, piccole sistemazioni, colloqui con spiegazioni e rassicurazioni che sottraggono tempo e non portano alcun incasso.

Inaltre professioni il tempo utilizzato anche solo per colloqui viene fatto pagare, siano essi colloqui telefonici o appuntamenti in studio. Infine le fatture del Dentista sono già comprese di spese di personale, materiali, laboratorio, contributi di cassa pensionistica e imposte che non vengono segnate a parte e per questo le cifre sembrano più alte, se anche il Dentista le separasse in fattura l'impressione di cifre alte incassate si ridurrebbe assai.



Mi se mi sento bene, perchè andare a fare controlli? 

I controlli servono appunto ad intercettare i problemi quando sono iniziali e quindi rapidamente ed economicamente risolvibili, li fa un professionista istruito dall'Università a questo in grado di individuarli prima che diano malesseri o dolori. I sintomi servono sì per avvertire, ma intervengono nella maggior parte dei casi tardivamente quando il danno è già piuttosto avanti. 

Sentirsi bene non equivale a stare bene, l'auto-percezione di benessere non può essere confusa con una auto-diagnosi. Buona parte delle malattie più terribili che colpiscono il corpo umano danno sintomi solo in fase terminale.

Anche il campo odontoiatrico non fa eccezione: il dente fa male quando il nervo è già stato compromesso dalla carie, il dente si muove quando l'osso che lo circondava è stata quasi tutto perso per parodontite, etc. etc. Mentre invece alcuni fastidi possono invece essere causati da problemi non gravi.

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Le assistenti alla poltrona possono fare pulizie dei denti?

No, in Italia le operatività in bocca possono essere eseguite SOLO dagli iscritti all'Albo Odontoiatri e per alcune prestazioni, tra cui le igieni, dalle Laureate/i in Igiene Dentale.

In tutti gli altri casi è un reato (abuso di professione: art. 348 Codice Penale) e se vi sono atti tendenti a nascondere con raggiri o altro la propria non appartenenza all'albo degli abilitati si configura pure il REATO DI TRUFFA (art. 640 Codice Penale). 
Il paziente in questi casi  paga per una prestazione a tariffario  professionale che tale non è, dunque oltre a poter denunciare, può richiedere restituzione di quanto già pagato indipendentemente dal risultato della prestazione in quanto il contratto verbale o scritto diviene NULLO per legge. 

Esiste una periodicità per l'igiene orale professionale?

No, normalmente non vi è alcuna periodicità prefissata. La seduta di igiene è un atto medico ed in quanto tale di norma deve seguire una visita di necessità. Sono prevedibili sedute periodiche solo in caso di soggetti a rischio per parodontite e problematiche legate a scarso controllo igienico quanto sopra riportato è descritto  nelle Linee Guida Ministero Salute per la prevenzione in Età adulta disponibili a fondo pagina in PDF alle pagine 22 e 32.


Le gengive mi fanno male/mi sanguinano è corretto non spazzolarle?

No, assolutamente, la parodontite in tutte le sue forme inizia da una gengivite ed è causata sempre da accumulo di placca e detriti alimentari, se si evita di pulire la zona si da' inzio ad un circolo vizioso autoalimentantesi: meno pulisco più sanguinano e si irritano (infiammano) le gengive fino a che il solco gengivale si approfondisce perdendo osso e l'infiammazione si porta più in profondità creando una tasca che se abbastanza profonda nasconde il sanguinamento e l'infiammazione all'ignaro individuo: abbiamo quindi una parodontite che portando a perdite ossee prima localizzate e poi diffuse può causare la perdita dei denti. Si deve dunque vincere il fastidio derivante dalla stimolazione con le setole di una zona infiammata e perseverare per almeno 1 settimana con spazzolamento intenso che deve mirare ad inserire le setole nel solco gengivale tra dente e gengiva e negli spazi tra i denti (utile il filo interdentale per questo); una volta inserite le setole in tale modo se si dispone dello spazzolino oscillante elettrico basta lasciarlo agire qualche secondo; se invece avete un manuale dovete smuovere senza spostarle le setole e poi farle scorrere verso il dente più volte come a voler portar fuori dal solco del materiale. Se permane sanguinamento è utile una visita dal dentista perchè può essere che si sia già formata una tasca a causa della trasformazione in tartaro della placca batterica (sostanza bianchiccia e maleodorante che potete asportare con un unghia dalla superficie dei denti soprattutto vicino al solco gengivale).


I controlli vanno effettutati ogni sei mesi e perchè?

No. I controlli vanno commisurati sulla storia clinica del paziente, a questo proposito le raccomandazioni del Ministero della Salute sono molto chiare:

"Visite specialistiche di controllo sono consigliate annualmente nei soggetti adulti non a rischio e con cadenza da trimestrale a semestrale nei soggetti a rischio di carie e malattia parodontale" (pag. 38 del documento a fondo pagina).
Quindi 6 mesi è periodicità solo per soggetti a rischio non per tutti.
I soggetti a rischio sono coloro con storia di carie e parodontite ovvero le persone che presentano elevato numero di restauri e perdite di osso e denti, mobilità etc. Una bocca sana o con pochissimi restauri può essere controllata 1 volta l'anno ma una non sana anche ogni tre mesi. Le persone con impianti inseriti appartengono sempre ad una delle due categorie a rischio e dunque devono affrontare controlli perlomeno semestrali. 
Non è possibile per il Dentista obbligare un paziente a presentarsi ai controlli. Sono frequenti da parte proprio dei pazienti più a rischio risposte alle telefonate del tipo: "sto bene", "non ne ho bisogno" etc... In pratica delle autodiagnosi visto che un Dentista impiega anni per imparare a capire se un dente non ha problemilatenti. Purtroppo molte persone confondono il 'sintomo' con il problema e se non avvertono sintomi ritengono di non avere problemi. Il sintomo nella maggioranza dei casi insorge a giochi fatti, è un segnale di allarme spesso tardivo che ci informa come qualcosa sia già andato storto.


La piorrea è incurabile/ereditaria/genetica?

No, la piorrea il cui nome corretto è parodontite è come tutte le malattie infettive curabilissima in stadi iniziali o non troppo avanzati, mentre in stadi terminali è spesso solo rallentabile. Essendo malattia infettiva molto comune è facile avere più di un famigliare che ne è stato affetto. La causa è infettiva (placca batterica) questo è l'unico "ingrediente" indispensabile, essendo multifattoriale concorrono poi altri fattori ad aggravarla e solo uno  è la predisposizione genetica ad una maggiore infiammazione del parodonto essa è però  assente nella maggioranza dei casi.

Quanto riportato è descritto diffusamente nelle Linee Guida del Ministero della Salute  per la prevenzione in età adulta disponibili a fondo pagina in PDF a pagina 15.


I denti del giudizio spostano i denti?

No, non esiste alcuna fonte scientifica che affermi questo, l'affollamento degli incisivi è conseguenza della deriva mesiale e questo è quanto insegnano da sempre alle scuole di odontoiatria di tutto il mondo, Italia compresa. Non esiste alcun libro di testo per dentisti che affermi il contrario, questo perchè numerose ricerche lo hanno confermato.

Anzi l'autore di un atlante per estrazione degli ottavi in una intervista affermava: "...l'affollamento incisivo è forse l'unico danno che gli ottavi inclusi non riescono a fare." (Oral Surgery 3/2005 pag.5).
Anche sui libri ed ai corsi per chirurghi orali questa indicazione per l'estrazione dei giudizi non è contemplata. Tra le tante ricerche che lo dimostrano ne abbiamo linkata qui di seguito una effettuata su alcune migliaia di casi dove è possibile leggere come in tale ricerca il 90% delle persone a cui sono stati estratti i giudizi hanno continuato a manifestare spostamento dei denti anteriori come risulta da questo studio pubblicato su Medline

Il Fluoro andrebbe evitato?

No, il Fluoro assunto in dosi corrette è altamente consigliato sia dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che dalle Associazioni Scientifiche di Pediatri e Dentisti Pediatrici che dalla ricerca traggono le loro linee guida. Il Fluoro riduce significativamente la presenza di carie ed è responsabile dell'enorme miglioramento degli indici di salute orale (DMFT) tra gli Italiani secondo dati O.M.S., la perdita della salute orale creerebbe un enorme giro di affari sia per gli addetti del settore che per le industrie fornitrici di cui  sono proprietarie varie multinazionali... Per il fluoro è possibile verificare la correttezza informazioni sanitarie sulle Linee Guida Ministero Salute per la prevenzione in Età evolutiva disponibili a fondo pagina in PDF alla pagina 10 e Linee Guida Federazione Italiana Pediatri e Società Italiana di Odontoiatria Infantile pagine 5-6-8-9 e 10, disponibili a fondo pagina in PDF.


L'amalgama non si usa più?

No. Si usa ancora nell'odontoiatria sociale (il National Health System britannico che ricerca affidabilità a basso costo ne fa un largo uso nei suoi ambulatori) ed il suo uso è raccomandato dall'A.D.A. (American Dental Association), in Italia per ragioni estetiche nel privato si usa molto meno anche se con la crisi di quest'ultimi anni è tornata utile per ampie ricostruzioni che rimandano protesizzazioni, infatti recentemente l'Accademia Italiana di Conservativa ha pubblicato precise indicazioni d'uso. E' nostra abitudine attenerci allo stato dell'arte delle società scientifiche più accreditate in maniera da offrire un ventaglio di scelta terapeutico completo ai nostri pazienti, senza precludere loro a priori soluzioni percorribili secondo i principi deontologici di scienza e coscienza. Naturalmente sarà il paziente informato di vantaggi e svantaggi (compresi quelli economici e di invasività biologica) ad effettuare la scelta. Il sanitario che diffonde informazioni scorrette sull'argomento è perseguibile oltre che deontologicamente anche dallo Stato Italiano che impone ai medici di fornire informazioni fondate sulle evidenze scientifiche ai propri cittadini e non diffondere credenze o convinzioni di parte 
L'ordinamento giuridico italiano con la legge del 28 marzo 2001, n. 145 [1] ha ratificato la Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, fatta a Oviedo il 4 aprile 1997 [2]. E questa convenzione non comprende la disinformazione del paziente per fini personali. E' facile purtroppo imbattersi in ciarlatani che promettono guarigioni miracolose ricorrendo a questo o quel rimedio soprattutto navigando su siti non controllati.

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ULTIMA PUBBLICAZIONE CONTENUTI PAGINA: 25 Gennaio 2015

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